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Movimento Giovanile | Echi di Toronto 2002

Echi di Toronto 2002

ultimo aggiornamento di domenica 29 settembre 2013 14:29

Scritta in seguito alla GMG di Toronto 2002 

"VOI VOLETE ESSERE FELICI"
LETTERA APERTA AI GIOVANI E PADRI FSMI
 

 

Servono architetti e ingegneri. Servono capomastri e manovali. Serve una "nuova generazione di costruttori", capace di dare una risposta all'attesa di tutta l'umanita', a quell'attesa "di una nuova civilta' all'insegna della liberta' e della pace".
Si e' appena conclusa la Veglia a Downsview. L'immenso prato verde si e' trasformato in un "accampamento" di giovani armati di sacco a pelo, tende improvvisate e zaini.
E' il momento culminante della XVII Giornata Mondiale della Gioventu', la grande veglia, l'occasione propizia per entrare nell'intimo contatto con Cristo. I giovani lo attendevano da qualche giorno…
L'arrivo del Santo Padre lungo Downsview in mezzo alla folla fa eplodere l'emozione, gli appluasi; iniziano i canti: Jean Paul II, we love you! Jean Pablo secundo, te quiere todo el mundo!! Il microfono passa proprio a lui, il giovane per eccellenza.
"Lasciate, cari giovani, che vi confidi la mia speranza: questi "costruttori" dovete essere voi! Voi siete gli uomini e le donne di domani: nei vostri cuori e nelle vostre mani e' racchiuso il futuro. A voi Dio affida il compito, difficile ma esaltante, di collaborare con Lui nell'edificazione della civilta' dell'amore. Vi guardo con grande affetto, ho ascoltato le vostre voci festose, le vostre grida, i vostri canti e ho percepito l'attesa profonda che pulsa nei vostri cuori…la vostra sete di felicita' e' legittima".
Un mandato non facile da realizzare, caro Giovanni Paolo II; speriamo di non deludere le tue speranze!
Questo il messaggio che il Papa ha lasciato ai giovani di tutto il mondo, compresi i nostri 43 amici, ragazzi e padri, del Movimento giovanile. Ai giovani ha consegnato il sale per ricordarci cio' che siamo chiamati ad essere per la nostra realta', la nostra cultura, la nostra Chiesa, la nostra parrocchia, la nostra congregazione, lanciando l'ultima sfida: "Fate risplendere la luce di Cristo nella vostra vita! Non aspettate di avere piu' anni per avventurarvi sulla via della Sanitita'! La Santita' e sempre giovane, cosi' come eterna e' la giovinezza di Dio. Comunicate a tutti la bellezza dell'incontro con Dio che da' senso alla vostra vita". Parole esigente ma bellissime, se le facciamo risuonare dentro di noi, mettendole in pratica nel nostro quotidiano. Si', perche' il pericolo del "sentimentalismo inutile" e' dietro l'angolo, cosi' come dello scoramento: mi rivolgo a tutti voi, amici pellegrini di Toronto, e amici di tutte le nostre realta', Fiumicino, Roma, Cagliari, Verona, Oristano, Siena, Praia, ecc, rimasti a casa. Fate diventare azione la memoria di quei giorni, altrimenti non e' servito a nulla. Non mollate, nonostante le difficolta' uguali e diverse di ogni realta'!! Ricordate quanto tutti, in passato o ora, avete sperimentato sulla pelle, attraverso esperienze ricche, figure, sacerdoti, amici: e' importante e bello essere "Insieme Chiesa", in cammino (Questo e' il senso delle Gmg o dei nostri incontri unitari, cosi' come della pastorale giovanile nelle nostre parrocchie). Non disperdete questo patrimonio. Date ai piu' giovani, secondo la vocazione che state vivendo ora. Il futuro del Mg, credo giunto ad un passaggio delicato e difficile per tante motivazioni (e la prossima riunione di Segreteria dovra' assolutamente verificarlo, non nascondiamoci, a costo di fermarci per un po') dipende dall'aiuto e dal contributo di ciascuno, ognuno chiamato al suo ruolo, senza sfuggire alle piccole e grandi responsabilita' che rivestiamo.
L'appello, fin d'ora, alla Congregazione e' che riscopra di nuovo l'attenzione ai giovani, primo carisma, per potenziare anche il percorso vocazionale. E' necessario, non si sfugge perche' e' un'indicazione generale e nazionale a livello Cei, che ci siano figure sacerdotali interamente specializzate e impegnate nella pastorale giovanile, zona per zona, possibilmente libere da altri impegni pastorali. Se e' necessario, non conta l'eta', bisogna, cari animatori e padri, rimettersi gioco, ascoltare le nuove generazioni, studiare, aggiornarsi, confrontarsi con esperti nazionali nel campo a livello Cei, creare occasioni di formazione attraverso ritiri specifici, workshop. Formazione, tecnica, e tanta preghiera, proposte forti, azioni di carita', programmi in cui la mano dei responsabili sacerdoti di pastorale giovanile si faccia di nuovo sentire come a cavallo tra gli anni '80 e i primi anni '90, poi via via scemati: queste le mie idee per il nuovo anno pastorale che si avvicina. Il confronto e' aperto, e' necessario uno scambio tra tutti.
Ci sono segnali vitali in alcune realta' ma che vanno strutturati e sostenuti, altre vivono enormi difficolta' e attendono da tempo, invano, solo un po' di piu' di sostegno e attenzione. "Beati", dice il Papa, "Scegliendo Cristo come pietra angolare, si puo' raggiungere la gioia vera anche a prezzo di andare controtendenza rispetto a quanto vi dicono gli altri". " E' la parola chiave dell'insegnamento di Gesu', un annuncio di gioia. "La gioventu' arriva e passa, ma resta per tutta la vita". Quanti stimoli e richiami all'impegno e alla responsabilita' ci sono per tutti noi Fsmi, di ogni eta', per operare, anche noi "Popolo delle Beatitudini". I giovani devono assumersi per intero la loro responsabilita' perche' "il mondo d'oggi ha un disperato bisogno di un rinnovato senso di fratellanza e di solidarieta' umana. Ha bisogno di testimoni dell'amore. I giovani cercano e meritano la delicita': la maggior fonte di infelicita' e' l'illusione di trovare il senso pieno della vita facendo a meno di Dio, di raggiungere la liberta' escludendo le verita' morali e la responsabilita' personale".
 

 

DARIO

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