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Movimento Giovanile | La carezza di un padre

La carezza di un padre

ultimo aggiornamento di domenica 29 settembre 2013 14:34

LA CAREZZA DI UN PADRE
(di Stefano Zecchi) 

La carezza del padre inginocchiato di fronte a un fagotto di tela rossa che avvolge il cadavere del figlio. Quella carezza sembra attraversare la tela e sfiorare il volto del ragazzo in un estremo, disperato desiderio di affetto e di protezione.
Commuove quel gesto e sorprende perché abbiamo dimenticato il significato dell'essere padre. Quell'immagine addolorata appare come una moderna rivisitazione di un'antica rappresentazione sacra che sta all'origine della nostra civiltà cristiana.
Ma in ginocchio, con quella mano carezzevole, non la madre: la foto scombina i piani di riferimento e altera la nostra percezione dei valori familiari.
La tenerezza del padre ci è ormai sconosciuta. La nostra cultura, almeno a partire dagli anni settanta del secolo scorso, ha fatto a pezzi il padre, lo ha mortificato, deriso.
La conseguenza è che, oggi, chi vuole essere padre non sa più dove sbattere la testa, non sa più da che parte incominciare per educare il proprio figlio.
La madre, anche in buona fede, ha surrogato le funzioni di padre, con il risultato che lui ha un buon alibi per disinteressarsi della famiglia, oppure finisce per fare il mammo.
E infatti abbiamo una società "mammizzata" che ignora quanto il padre sua decisivo nell'educazione sentimentale del figlio, nell'educarlo a comprendere cosa siano il desiderio, il coraggio, la lealtà, l'onestà.
E' il padre che ha questa responsabilità, perché il padre è la storia.
E quanta tenerezza, quanta dedizione sia necessaria in questa educazione lo comprende bene il figlio quando stringe con lui un legame vitale che il tempo non può sciogliere. Neppure la morte. Commuove la carezza del papà di Daniel, ma non ci sorprenda: quel gesto ci restituisce il valore e il significato del padre.

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