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Movimento Giovanile

Grazie Papi Alberico Papi!

Il giorno 18 settembre alle ore 6:30 a.m. il caro p. Alberico Papi si è consegnato all’abbraccio misericordioso del Padre celeste, pronunciando il suo ultimo “eccomi!” terreno, prima parola che apre a lui la vita senza fine.

p. Alberico nacque a Salisano (Rieti) il 18 giugno 1921 da Marino e Petroni Giulia. Fu battezzato il 15 settembre 1921 e cresimato il 4 ottobre 1929. Nel 1933 fu ammesso tra gli aspiranti della Comunità di Porto, ove compì i primi due anni di ginnasio. Passò poi alla casa di aspirantato in Genova per completare il corso degli studi superiori.

Nel 1938 iniziò il noviziato a Roma sotto la guida del p. Ernesto Sacco, e l’anno seguente emise la prima professione religiosa (8 settembre 1939). Successivamente intraprese gli studi di teologia prima a Siena, presso il seminario arcivescovile, poi a Roma presso la Pontificia Università Urbaniana di Propaganda Fide.

Fu ordinato sacerdote a Roma il 22 marzo 1947 dal Vicegerente, S. Ecc. Mons. Luigi Traglia e di lì a poco assegnato alla comunità di Porto della Salute come vicario cooperatore. Nello stesso anno fu incaricato dell’insegnamento presso la scuola Giacomo Bruzzone di Fiumicino.

Nell’Ottobre 1950 fu trasferito alla comunità dell’aspirantato di Porto come vicerettore degli aspiranti, ove vi rimase fino al 1952. Poi si preparò per gli esami di licenza magistrale e, ottenuto il diploma, fu inviato di nuovo alla comunità di Porto della Salute con l’incarico di viceparroco e di maestro elementare per preparare i fanciulli all’esame di ammissione alla scuola media. In questo periodo diresse con zelo le numerose associazioni dell’Azione Cattolica presenti in parrocchia.

Il 1 novembre 1959 prende possesso come parroco della nuova parrocchia “Stella Maris” a Lido del Faro di Fiumicino, dove più tardi, nel 1982, prese stabile dimora la comunità religiosa. Vi rimase come parroco fino al gennaio del 2000. Fu poi collaboratore presso la comunità Divina Provvidenza in Isola Sacra e successivamente assegnato al nostro studentato internazionale di Porto, dove è stato amorevolmente assistito in questo ultimo tratto di vita, giorno e notte, in casa e in ospedale.

E’ difficile raccontare a parole una vita e ancor più è difficile descrivere il ministero di un sacerdote: ci sono cose che rimangono custodite dal Signore che vede nel segreto, e dalla riservatezza delle relazioni che formano gran parte della vita di un consacrato. Tuttavia, alcune caratteristiche dello stile di vita di p. Alberico sono state ben visibili e apprezzate da tutti noi.

Anzitutto, p. Papi può essere legittimamente considerato un attivo ed efficiente iniziatore della trasformazione della comunità urbana di Fiumicino, divenendo protagonista non solo della costruzione della parrocchia Stella Maris, per la quale ha speso fin da subito grandi energie, ma dello sviluppo dell’intero quartiere, che da poche case è rapidamente cresciuto in un grande agglomerato urbano. Fondamentale a riguardo è stato il suo contribuito per favorire non solo l’espansione urbanistica in quella zona, ma anche e soprattutto per incoraggiare la realizzazione di un’identità comunitaria all’intero quartiere.

Lo ricordiamo tutti come un lavoratore infaticabile per la sua gente. Si spendeva tutto per la comunità parrocchiale fino al punto di trascurare se stesso, vivere in austerità, accettare con fede la precarietà e, a volte, disinteressarsi persino della sua salute.

P. Alberico ha incarnato un aspetto particolare della vita e del pensiero del nostro Fondatore: lo zelo per la santificazione e la salvezza delle anima. L’anima di chi ha fatto un percorso di fede, qualunque esso sia, poiché si è incontrata inevitabilmente con l’amore di Dio e ha saputo dunque di essere amata da Lui in modo del tutto speciale, non si accontenta di assicurarsi solo la propria salvezza, ma si impegna e si adopera pure per la salvezza e per la santificazione degli altri, «provando – scrive il Frassinetti – un gusto ineffabile nel condurre le anime a Dio» (Il conforto dell’anima divota, in O. A. vol. I, 75).

Ebbene, questo è stato un tratto ben evidente del suo servizio pastorale a Fiumicino. Impossibile, dunque, tacere il suo desiderio di portare tutti all’incontro con Gesù, utilizzando ogni occasione e ogni mezzo. Di qui: la carità verso i poveri, lo zelo per l’assistenza agli infermi, la premura nel sovvenire le necessità del prossimo, la prontezza nella disponibilità a chiunque chiedeva aiuto, la cura dei piccoli e dei giovani, l’assistenza alle famiglie. Anche da anziano ha mantenuta viva questa sua disposizione e questo suo zelo apostolico. P. Papi ci insegni a riprendere in mano ogni giorno il nostro ministero, come dono di Dio e come impegno concreto verso i fratelli, rimanendo profondamente ancorati in un rapporto personale con Gesù Cristo, sentendoci quei “servi inutili” di cui parla la sapienza del Vangelo.

Ha sempre stupito tutti la sua memoria straordinaria: ricordava anche fatti di poco conto ed era preciso nell’indicare l’anno e il giorno di un avvenimento, o le ricorrenze di nascita e gli anniversari di tutti i suoi parrocchiani, confratelli e amici. Segno di grande rispetto e di attenzione per gli altri e per la vita.

Da ammirare il suo relazionarsi gioviale, vivace e sempre brioso: utilizzava scherzosamente anche diverse lingue moderne, a volte in modo un po’ strampalato, ma sempre con il desiderio di entrare in comunicazione e stabilire un contatto con gli altri.

Ti accolgano i nostri Confratelli Santi in quella dimora in cui per sempre c’è pace e amore vero. 
Arrivederci, p. Papi!

Della lettera di famiglia; p. Roberto Amici. Superiore Generale

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